Lun Mer Ven 15:30 -19:30

Telefono

+39 06 3725989

E-mail

maurizioamoroso@giustiziaeliberta.net

Menu

Corte Costituzionale, sentenza n° 242/19; depositata il 22 novembre 2019

“L’esigenza di garantire la legalità costituzionale deve prevalere su quella di lasciare spazio alla discrezionalità del legislatore”.

Fermo restando che l’aiuto al suicidio non è di per sè in contrasto con la Costituzione, la Consulta ha individuato un profilo di incostituzionalità per i casi in cui l’aiuto riguarda una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da patologia irreversibile, fonte di intollerabili sofferenze fisiche e psicologiche, ma che resta pienamente capace di decisioni libere e consapevoli. Infatti in base alla legge sulle DAT (disposizioni anticipate di trattamento, legge n° 219/17) il paziente in queste condizioni può già decidere di lasciarsi morire chiedendo l’interruzione dei trattamenti di sostegno vitale. Non è però concesso mettere a disposizione trattamenti atti a determinare la morte del paziente, limitando così la libertà di autodeterminazione del malato. Leggi la sentenza