Lun Mer Ven 15:30 -19:30

Senza una previsione di condanna il PM deve chiedere l’archiviazione

0 Comments

Il PM dovrà chiedere l’archiviazione “quando gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non consentono una ragionevole previsione di condanna”. La disposizione si correla, quale regola di giudizio, a quella stabilita dall’art. 533  Cpp ai fini della condanna volendo significare che il PM è tenuto a sollecitare l’archiviazione se non c’è un compendio indiziario idoneo ragionevolmente a portare a una condanna al di là di ogni ragionevole dubbio. Non potrà più bastare un apprezzamento basato sulla possibilità di sostenere in dibattimento la tesi accusatoria “sperando” che in quella sede si riesca ad acquisire la prova della condanna. Analoga disciplina è introdotta anche per il giudice all’esito dell’udienza preliminare. Ciò giustifica che, anche per il giudice – ai fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere: art. 425 comma 3 cpp – dovrà valere identica regola di giudizio, parametrata sulla prognosi ragionevole della condanna al di là di ogni ragionevole dubbio e, non più solo, sulla sostenibilità dell’accusa in giudizio, nella speranza che il dibattimento consenta il formarsi di prove spendibili per la condanna. Il parametro valutativo che il Giudice dovrà adottare sarà quello della prognosi ragionevole. Al riguardo potrebbe essere opportuno che il legislatore delegato dettagli, nel modificare l’art. 425 comma 3 cpp, che la verificazione prognostica in punto di “previsione di condanna” oltre che basarsi sulla contraddittorietà o insufficienza degli elementi acquisiti si soffermi comunque sull’idoneità/inidoneità di tali elementi ai fini della “ragionevole previsione di condanna” apprezzando al riguardo anche la specificità delle regole acquisitive della prova previste per il dibattimento, così da valorizzare, a supporto della decisione liberatoria, quelle situazioni in cui il compendio indiziario acquisito sconterebbe, nell’ottica del dibattimento, i divieti o le limitazioni acquisitive previste in tale sede, rendendo la prognosi di condanna evanescente o, comunque, non “ragionevole.