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Corte Costituzionale: sanzioni più lievi per atti contro la decenza

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Troppo pesante una sanzione amministrativa per atti contrari alla pubblica decenza compresa tra un minimo di 5.000 euro, soprattutto, e un massimo di 10.000. La Corte Costituzionale così la ridetermina in una forchetta compresa tra 51 e 309 euro. Questa la conclusione della sentenza n° 95 depositata ieri e scritta da Francesco Viganò. A sollevare la questione di legittimità costituzionale accolta dalla Consulta, era stato il Giudice di pace di Sondrio per il quale l’articolo 762 CP contrasta con il principio di eguaglianza per il diverso trattamento sanzionatorio riservato all’illecito amministrativo di atti contrari alla pubblica decenza rispetto a quello delineato per l’illecito, sempre amministrativo, di atti osceni colposi.

La Corte per verificare la proporzionalità del trattamento sanzionatorio si sofferma sulla forma di disvalore da attribuire alle condotte punite, per concluderne che “si tratta di condotte certo in grado ingenerare molestia e fastidio ma altrettanto indubbiamente di disvalore limitato risolvendosi in definitiva in una espressione di trascuratezza rispetto alle regole di buona educazione proprie di una civile convivenza.

E dunque prevedere sanzioni per migliaia di euro appare ala Corte del tutto irragionevole