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Da “Il Sole 24 Ore del 16 maggio 2022”. Per i penalisti prova telematica e nuove misure taglia tempi

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Gli avvocati cominciano a prendere le misure con la riforma del processo penale (legge 134/2021) voluta dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia. Entro l’anno dovranno entrare in vigore i decreti legislativi di attuazione ai principi indicati dalla legge delega, l’obiettivo è ridurre del 25% la durata dei processi. Dall’ampliamento dei riti alternativi all’intervento sull’udienza preliminare, dal processo telematico al diritto all’oblio, sono molti gli aspetti toccati dalla riforma che interessano il lavoro dei penalisti.

Giudizio positivo di alcuni penalisti anche sul processo telematico: “la riforma ha adottato una soluzione di buon senso poiché lo condiziona al consenso delle parti. Il sistema online non pregiudica di per sé i principi di immediatezza, oralità e concentrazione su cui si basa il processo penale che a volte, a causa della dilatazione dei tempi, non vengono rispettati neanche in aula. Ciò che conta è garantire l’effettiva e consapevole partecipazione”.

La legge dispone che, dopo la sentenza di primo grado, la prescrizione cessi, ma tiene a battesimo l’improcedibilità dell’azione penale, che scatta per l’appello dopo due anni (più la proroga di un anno per i giudizi complessi) e in Cassazione dopo un anno (più proroga di sei mesi). Sono possibili proroghe per i delitti più gravi (come terrorismo e mafia).

Voci varie, specializzate nel settore riportano come “La strada è giusta perché il solo fatto di essere sottoposto a un processo è una punizione. La velocizzazione è fondamentale”, “l’allargamento dei riti alternativi è molto positivo perché riduce i tempi senza ledere le garanzie dell’imputato “.

Discordo diverso per l’impulso al processo telematico “è un errore, poiché l’oralità è essenziale e l’essenza del processo penale non va toccata, neanche con il consenso delle parti.  “il processo è una lunga avventura e che cambia irrimediabilmente la vita delle persone delle persone e la riduzione del ruolo orale dell’avvocato indebolisce l’interlocuzione con i giudici: uno scritto, non ha le stesse capacità di incidere e di persuasione su un magistrato”.

Gli strumenti telematici non funzionano nelle udienze penali, perché si perde l’oralità che è centrale per garantire il contraddittorio” ma l’utilizzo della telematica nel processo penale non è da bandire, anzi , “la digitalizzazione del processo penale è un passaggio inevitabile , che seguito correttamente , può agevolare la tutela dei diritti e ridurre i tempi. Le comunicazioni online sono molto utili perché permettono di ricevere gli atti in formato digitale”. Quanto agli interventi sul processo previsti dalla  Riforma, avranno effetti deflattivi del contenzioso, l’ampliamento della messa alla prova, l’estinzione per tenuità del fatto per condotte riparatorie e l’aumento della procedibilità a querela mentre è dubbia  l’efficacia della modifica dell’udienza preliminare, che oggi non funziona minimamente come filtro”.