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Nuovo CSM e ordinamento giudiziario

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Approda in “Gazzetta Ufficiale” la legge di riforma dell’ordinamento giudiziario , la n° 71 del 17 giugno e si apre la complessa fase attuativa. A misure infatti immediatamente operative, bisognose comunque di una serie di interventi applicativi, se ne aggiungono altre che fanno da linee guida per i futuri decreti legislativi che dovranno essere emanati entro un anno. Tra le materie che dovranno essere toccate da questi ultimi ci sono alcuni dei nodi cruciali della riforma: i criteri di assegnazione degli incarichi direttivi e semi direttivi, con un ripensamento anche del loro numero, i criteri di accesso alle funzioni di consigliere e sostituto Procuratore generale della Cassazione, le modifiche del sistema di funzionamento dei consigli giudiziari e delle valutazioni di professionalità, con l’espansione del ruolo degli avvocati, la riduzione dei tempi per l’accesso in magistratura e la revisione del collocamento fuori ruolo. Immediatamente operative sono invece le norme che disciplinano in maniera assai più rigida le condizioni d’ingresso e d’uscita dei magistrati da cariche politiche elettive o di governo o di governo non elettive o apicali nell’esecutivo e nelle Regioni, quelle sugli illeciti disciplinari, compresa la violazione delle prescrizioni in materia di presunzione di innocenza e quelle sulla costituzione ed il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura.

Di immediata esecuzione, come sollecitato da più parti e dallo stesso Presidente della Repubblica sono così le disposizioni che ridisegnano la legge elettorale rendendo possibile lo svolgimento delle prossime elezioni per il rinnovo della componente togata verosimilmente a settembre con le nuove regole.

In via eccezionale, visto l’incombere della consultazione, il decreto del Ministero della Giustizia che deve provvedere alla determinazione dei collegi elettorali, dovrà essere emanato entro un mese e non più 4, come pure ad una generale riduzione dei termini sarà soggetta una serie di adempimenti come il taglio a 15 gg per la presentazione delle candidature da parte dei magistrati.

Entro i prossimi 180 giorni, altro adempimento previsto dalla legge pubblicata in “Gazzetta” ieri, a muoversi dovrà essere anche il CSM, nella nuova composizione probabilmente, per adeguare il regolamento interno alle novità della riforma, compreso l’intervento sulle indennità, che andranno rideterminate tenendo presente l’aumento del numero dei consiglieri sia laici che togati previsto dalla riforma (nel 2021 il costo per i compensi e altri assegni dei consiglieri è stato di 6 milioni).