Dal 10 ottobre 2025 entra in vigore la legge n. 132/2025, che introduce nel Codice Penale una nuova fattispecie di reato destinata a contrastare l’uso illecito di video, immagini e contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale.
L’intervento legislativo mira a tutelare la dignità, la reputazione e l’identità digitale delle persone, sempre più esposte al rischio di deepfake e falsificazioni tecnologiche capaci di riprodurre volti, voci e comportamenti con estrema verosimiglianza.
Cosa prevede la nuova legge
La nuova norma punisce chiunque, senza il consenso della persona rappresentata, diffonda, ceda o pubblichi contenuti digitali alterati tramite IA, idonei a trarre in inganno sulla loro autenticità e a causare un danno ingiusto.
La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni, con aggravanti qualora il fatto sia commesso a danno di minori, incapaci o attraverso piattaforme digitali con ampia diffusione.
Inoltre, la legge ha modificato l’articolo 61 del codice penale introducendo una circostanza aggravante comune: quando un qualsiasi reato venga commesso con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale, la pena può essere aumentata.
Obiettivo: sicurezza digitale e tutela delle persone
L’intento del legislatore è duplice: da un lato, garantire maggiore sicurezza digitale e trasparenza nell’uso delle tecnologie emergenti; dall’altro, dissuadere pratiche fraudolente o diffamatorie che sfruttano l’IA per manipolare informazioni o identità.
Per le aziende e i professionisti del settore tecnologico, la riforma impone anche nuovi obblighi di trasparenza: i contenuti generati da sistemi di intelligenza artificiale dovranno essere chiaramente indicati come tali, per evitare confusione e inganni.
Un passo avanti per il diritto penale tecnologico
Con la legge 132/2025, l’Italia si allinea agli ordinamenti europei più avanzati nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ponendo un argine alle manipolazioni digitali e rafforzando la protezione delle persone contro l’abuso dei mezzi informatici.
Assistenza legale sul tema
Per qualsiasi problema di ordine penale connesso all’uso illecito dell’intelligenza artificiale o alla diffusione di contenuti digitali alterati, è possibile rivolgersi all’
Avv. Maurizio Amoroso, titolare dello Studio Legale Amoroso, con sede in Roma, Via Como 1A, telefono 06 5561801.
L’avvocato Amoroso offre consulenza e difesa in materia di reati informatici e diritto penale digitale, garantendo assistenza qualificata sia in fase investigativa che processuale.